da 30.05.2013 22:32 , Klicks: 1375

Moderna ribellione

La classica moda uomo vive delle proprie convenzioni. Se un abito classico grigio scuro ha un effetto elegante, è  perché è semplice e veste bene. Dunque possiamo affermare che le regole nel mondo della moda uomo dipendono molto dall’aspetto e dalla personalità di chi indossa un abito. Infatti, il taglio di un abito non è determinato dalla moda e dalle tendenze, ma dalla corporatura e dallo  stile di chi lo indossa. Poiché questi adattamenti non dipendono dal tempo, si modificano mediante piccoli accorgimenti. Un abito antracite scuro, gessato o meno, naturalmente con il gilet adatto. Da combinare con una camicia bianca e una cravatta a righe britannica. Sta tutto bene. Chi si attiene a questa regola non scritta, avrà forse un aspetto leggermente tradizionale, forse un po’ vecchiotto, ma sicuramente sarà ben vestito.

La sfida deve essere tuttavia con le convenzioni sartoriali. Alcuni professionisti dello stile non combinano il fazzoletto da taschino con la cravatta, ma con i calzini. Un tocco di classe perfetto se riesce. Alcune persone provano a mischiare stoffe con circa cinque motivi diversi, senza avere l’aspetto di un tappeto a toppe. Tutto ciò che stanno a dimostrare questi esempi è che le convenzioni servono da base per avere un aspetto di classe. Colui che possiede il proprio stile può tranquillamente osare e allontanarsi dalle convenzioni. E alcune icone della moda ci fanno capire come le regole esistano per essere infrante.

Così ad esempio alcune persone indossano l’abito con i bottoni delle maniche della giacca sbottonati non per avere maggiore libertà di movimento, ma per mostrare che possono indossare un abito con le asole cucite. Difficilmente troveremo tale dettaglio su un abito economico. Lo scrittore e pittore Jean Cocteau è andato ancora un passo avanti come : “il tatto dello sfacciato sta nel capire fino a che punto si può arrivare “. Indossava vestiti con polsini sbottonati,  li rimboccava e ciò divenne il suo segno caratteristico.

Anche l’imprenditore Gianni Agnelli, descritto da molte riviste della moda come colui che possiede un moderno senso dello stile, era caratterizzato da un elemento affatto convenzionale. Indossava l’orologio da polso sopra il polsino della camicia. Leggermente eccentrico, ma andava bene per un uomo che amava talmente tanto la cravatte da indossarle anche su  un maglione cachemire.

L’esempio più importante di questa tipo di arte di giocare con le convenzioni è rappresentato dal Principe di Galles e successivamente dal Duca di Windsor Edoardo VIII che è stato re del Regno Unito per dieci mesi. Abituato da bambino a sottostare a rigidissime regole di abbigliamento, successivamente stava sempre ai confini del buon gusto, ma mai li varcò. Anche per questo era spesso il protagonista di giornali di moda. Un mix di motivi, scarpe in pelle, maglie a quadri, senza mai cadere nel ridicolo. Lo stesso si può dire di Fred Astaire con il suo pantalone a campana e il fazzoletto infilato nel taschino.

E non deve sembrare strano se semplicemente si prova a imitare questi grandi, portando le maniche sbottonate e indossando giacche a quadri. Se si desidera avere stile bisogna diventare originali, non solo una copia. L’arte sta proprio in questo. Aggiungere alle convenzioni un qualcosa di personale. Perché non tentare con un fazzoletto da taschino con motivo, ma senza che la tonalità riprenda il motivo della cravatta? Oppure con la cravatta a righe e una camicia a righe? Un paio di gemelli da polsino nella tonalità del fazzoletto da taschino?

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